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ROGITO PER LA SECONDA CASA: modalità e prezzi

Bentrovati nel nostro blog! Oggi parliamo di rogito per la seconda casa. Non avete letto ancora il nostro articolo che parla del rogito per la prima casa? Allora cliccate qui!

Il rogito, ovvero l’atto di compravendita firmato davanti a un notaio, deve essere stipulato anche quando l’immobile che si sta acquistando avrà la funzione di seconda casa. La procedura rimane la stessa e il significato del documento non cambia: viene sancito il passaggio di proprietà dal venditore al compratore.

La differenza sta nei costi e in particolare nelle imposte che devono essere versate allo Stato.

A differenza del compenso onorario da parte del notaio, le imposte sono fisse e le si possono conoscere fin da prima di procedere con la firma dell’atto. La discriminante, oltre al valore dell’immobile, è soprattutto l’identità del venditore. Gli oneri fiscali sono infatti diversi se si acquista da un privato cittadino oppure da un’impresa di costruzioni.

 

Le tasse in caso di rogito su una seconda casa

Le imposte che vengono richieste dal notaio e che egli dovrà poi versare allo Stato saranno sicuramente:

  • quella proporzionale di registro (o in alcuni casi, in alternativa, l’IVA),
  • l’imposta catastale e
  • l’imposta ipotecaria.

Infine, in base al tipo di contratto, potrebbero comparire altre voci di spesa come i diritti di Conservatoria, di voltura e di visura, oppure la tassa d’archivio, i diritti della Camera di Commercio o l’imposta di bollo per l’invio telematico.

I diritti di Conservatoria fanno riferimento al fatto che dopo la firma del rogito il notaio deve curare la trascrizione del cambio di proprietà dell’immobile nei registri della Conservatoria del luogo in cui è ubicata la casa.

Per spiegare meglio le spese del rogito della seconda casa, facciamo riferimento alle tabelle, sempre distinguendo a seconda che l’acquisto della casa venga fatto da venditore privato o da impresa di costruzioni.

Venditore privato Impresa di costruzioni
  • No IVA
  • Imposta di registro: 9% del valore catastale dell’immobile (rendita catastale, moltiplicato per 126)
  • Imposta ipotecaria e imposta catastale: 50 euro ciascuna
  • IVA: 10% (ma comunque variabile in base alle spese, e comunque a discrezione dell’impresa di costruzioni)
  • Tutte le altre imposte: 200 euro ciascuna
    (solo se l’acquisto viene concluso entro 5 anni dal termine di costruzione)
  • Se la casa è un immobile di lusso = IVA 22%

L’onorario del notaio

L’onorario del notaio è un’altra voce di spesa che si deve tenere presente, non calcolabile a priori dal momento che viene stabilito in modo autonomo dal professionista. È sempre meglio chiedere un preventivo.

 

di Vincenzo Stella

 

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